La storia di Ortovox è strettamente legata allo sviluppo del dispositivo ARTVA. Nel 1980 l’azienda lanciò sul mercato l’F2, un dispositivo in grado di trasmettere e ricevere su entrambe le frequenze allora in uso. Nel 1994 seguì il passo successivo con l’F1 Focus e il suo sistema di localizzazione ottico. Da allora, non solo in casa Ortovox sono cambiate molte cose. I semplici dispositivi a singola antenna si sono trasformati in dispositivi digitali a tre antenne, la portata e l’elaborazione del segnale sono migliorate e l’attenzione si è concentrata sempre più sulla facilità d’uso. Infatti, in fin dei conti, anche la migliore tecnologia serve a poco se, sotto pressione, in condizioni di stress e con le dita congelate, non funziona in modo intuitivo.
La navigazione vocale
Nel 2021 Ortovox ha intrapreso una strada piuttosto insolita con il Diract Voice. Per la prima volta, un dispositivo ARTVA ha guidato i soccorritori attraverso le operazioni di salvataggio dei compagni fornendo istruzioni vocali. Quella che a prima vista può sembrare una funzione aggiuntiva piuttosto fastidiosa ha in realtà un fondamento scientifico: uno studio recente giunge alla conclusione che le istruzioni vocali automatizzate durante la ricerca con l’ARTVA possono ridurre lo stress mentale e contribuire a ridurre i tempi di ricerca. Anche Ortovox fa riferimento a questi risultati nei suoi nuovi dispositivi.
Chi preferisce affidarsi al display e ai segnali acustici può disattivare la navigazione vocale. In questo modo, il Focus Voice rimane interessante anche per gli utenti che desiderano effettuare ricerche in modo tradizionale o che si sentono infastiditi da una voce aggiuntiva.